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Sfondato da una Trans ad Alta Velocità

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13 ore fa
Immagine Sfondato da una Trans ad Alta Velocità

L’Incontro sul Treno Locale

Ero sul treno di ritorno verso il mio paese dopo le lezioni all’università. Sono un ragazzo come tanti: socievole, simpatico, con un bel viso e un fisico attraente che piace alle ragazze. Non mi vanto, ma so di fare una buona impressione al primo sguardo. Quel pomeriggio il vagone era quasi vuoto, a parte qualche anziano seduto lontano. Mi godevo la tranquillità del viaggio che durava circa un’ora.

Pochi istanti prima della partenza è salita lei. Una mora altissima, intorno al metro e ottanta, con un fisico statuario. Indossava una gonna corta che lasciava scoperte gambe lunghe, sode e perfette. La camicetta bianca attillata faticava a contenere due seni abbondanti, sicuramente una quarta coppa, che sembravano sul punto di esplodere. Il viso era fresco, senza trucco eccessivo, con labbra carnose e occhi azzurro chiaro. I capelli neri lisci le arrivavano alle spalle. Si è seduta proprio di fronte a me.

Mi sentivo un po’ imbarazzato da tanta presenza. Lei ha sistemato la valigia e la borsetta sul sedile accanto, poi ha iniziato a lanciarmi sguardi ammiccanti. Ho ricambiato. All’inizio non è successo nulla, ma è stata lei a rompere il ghiaccio.

«Sei uno studente, vero?»

«Sì, come l’hai capito?»

«Beh, anch’io studio e lavoro. Sono un po’ più grande di te, tra noi ci si riconosce».

Si chiamava Nicole. Lavorava in un bar gestito da un’amica per pagarsi gli studi. La conversazione è proseguita tra complimenti reciproci e doppi sensi. La sua voce era calda e sensuale, e dai suoi occhi capivo che sapeva esattamente cosa stava facendo.

Il Pretesto del Bagno

A un certo punto ha detto: «Devo andare in bagno, mi tieni d’occhio la borsetta?»

«Certo» ho risposto.

Si è alzata, si è sistemata la gonna e per un attimo ho intravisto un perizoma nero, forse di pelle. Il mio cazzo si è indurito all’istante. Lei se n’è accorta e ha sorriso. È uscita dal vagone ed è entrata nel bagno. Poco dopo il suo telefono ha iniziato a squillare dentro la borsetta. Ho risposto pensando fosse urgente.

Con mia grande sorpresa era Nicole: «Scusa, puoi venire verso il bagno? La porta si è inceppata, prova a tirare dall’esterno».

Mi sono alzato e sono andato. La porta in realtà non era bloccata. Appena mi sono avvicinato, una mano mi ha afferrato e tirato dentro, chiudendo la porta alle mie spalle. Era Nicole.

«Ma cosa…?» ho balbettato confuso.

La Sorpresa e la Passione nel Bagno

Lei non ha risposto con parole. Si è sollevata la gonna e ha rivelato un cazzo enorme, quasi venti centimetri già a riposo. Ero scioccato: quella donna bellissima e sensuale era una trans, e dotata di un membro impressionante. Mi ha preso la testa con le mani e me lo ha infilato in bocca. Ho provato a divincolarmi, ma dopo qualche schiaffetto ho ceduto.

Ho iniziato a succhiare, pompando su e giù come se lo avessi sempre fatto. In poco tempo il suo cazzo è cresciuto fino a venticinque centimetri, spesso, venoso, con un glande rosso e turgido. Lo tiravo fuori per guardarlo, poi lo riprendevo in bocca, insalivandolo completamente. Lei si eccitava e mi bagnava leggermente le labbra.

«Dai bello, ora ti faccio divertire…» ha sussurrato.

Mi ha fatto alzare, mi ha sbottonato i pantaloni e me li ha abbassati insieme ai boxer. Mi ha fatto un pompino incredibile, tanto che sono venuto quasi subito, riempiendole la bocca. Lei ha ingoiato senza battere ciglio e non sembrava ancora soddisfatta.

«E ora tocca di dietro» ha detto con tono malizioso, accarezzandosi l’asta ancora durissima.

La Penetrazione Intensa

Mi ha fatto appoggiare le mani sul lavandino. Mi ha leccato il buco del culo con maestria, inumidendolo e spingendo la lingua dentro. Ero talmente eccitato che il mio cazzo era di nuovo duro. Poi mi ha afferrato per i fianchi e ha iniziato a spingere. Prima la punta, poi piano piano tutto il membro è entrato dentro di me. Sentivo una pressione enorme, calda e dura. Urlavo per il dolore iniziale, ma presto si è trasformato in un piacere intenso.

Lei ha cominciato a muoversi, entrando e uscendo, aumentando il ritmo. L’ho incitata a continuare. Sono venuto di nuovo sul pavimento senza nemmeno toccarmi. Nicole mi ha piegato ancora di più e ha spinto con forza, facendomi sudare. Mi piaceva da impazzire.

Alla fine lo ha tirato fuori, mi ha fatto inginocchiare e mi ha inondato il viso con un getto abbondante di sborra calda. Ne ero completamente coperto, persino sugli occhi. Mi ha baciato con passione, poi mi ha aiutato a pulirmi e a sciacquarmi.

Il Ritorno ai Sedili e l’Addio

Ci siamo rivestiti. Prima di aprire la porta l’ho spinta contro il muro e l’ho baciata con passione, lingua contro lingua. Ci siamo strusciati, sentendo i nostri cazzi ancora eccitati attraverso i vestiti. Lei era contentissima.

Prima di uscire mi ha chiesto: «Si vede da sotto la gonna? È ancora in tiro…»

«Ci penso io» ho risposto.

Ho preso di nuovo il suo enorme cazzo in mano e l’ho fatta venire un’altra volta, stavolta dentro il water. Solo allora si è calmato. Se l’è sistemato tra le gambe con il perizoma e la gonna.

Siamo tornati ai nostri posti e abbiamo continuato a chiacchierare. Poco dopo l’annuncio del capotreno ha segnalato l’ultima fermata. Avevo perso la mia stazione, ma non mi importava. Siamo scesi insieme. Non ci siamo scambiati i numeri: lei usava quel telefono solo per lavoro e non voleva problemi.

Ci siamo salutati. Da quel giorno prendo il treno con molto più entusiasmo, nella speranza di rincontrarla.


Categoria: Incontri casuali

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